Stavolta, come era già stato annunciato nella presentazione, devo lasciare la parola a un personaggio che, pur vissuto qualche anno dopo, è sempre rimasto, musicalmente e non solo, con i piedi ben piantati nei scintillanti, mitici, sfavillanti anni Ottanta. Vi presento dunque Lloyd, il protagonista del romanzo Lacrime di un Cielo d'Inverno – da non confondere con l'omonimo personaggio dell'omonimo racconto. Confusi? Ehi, non è detto che il processo creativo sia sempre lineare, no? Anzi, direi che è vero proprio il contrario. Va detto però che mentre il romanzo è una cavalcata mainstream sulle avventure di un gruppo metal, il racconto è la trasposizione di un solo concerto di detta band in un mondo fantascientifico, tra salti quantici e multiversi. Ma bando alle ciance: passo senz'altro la parola a Lloyd, nella sua veste di esperto degli anni Ottanta...
Salve a tutti, vi siete ripresi dall'ultimo concerto? Io ancora no, ma spero comunque di riuscire a orchestrare un discorso coerente, soprattutto perché stavolta non voglio parlare di musica, visto che è il mio primo intervento qui su Hoodlum's Rock'n Investigation, ma fare una introduzione generale sugli anni Ottanta, per temi, magari in maniera anche un po' disordinata, partendo dal presupposto che se gli anni Settanta sono stati anni di intenso impegno politico e intellettuale, scanditi dal ritmo di musiche che, seppur generalmente meno tecniche e a mio parere meno affascinanti erano comunque più corrosive e urticanti, gli anni Ottanta sono stati caratterizzati dalla ricerca esasperata dell’esteriorità, dell'epicismo e della grandiosità. Esteriorità, si diceva: come dimenticare ad esempio il fenomeno dell'hair metal, dove spesso contava più il taglio di capelli che non l'assolo di chitarra (ciò non toglie che molti di quei gruppi erano fantastici). Ma in fondo anche il metal tradizionale, nato anche lui negli anni Ottanta, e il di poco più recente thrash coltivavano, nonostante le pretese, soprattutto del secondo, di sobrietà, di una certa volontà di stupire, sia a livello di abbigliamento, tra giubbotti tempestati di borchie, catene, jeans strappati e attillati, sia a livello di scenografie, che a livello di arrangiamenti, con canzoni tecnicamente impegnative e dalle strutture labirintiche e articolate. Non per niente, Mustaine, nel suo libro, lamenta la svolta più sobria e minimale della metà degli anni Novanta, e stiamo parlando di uno che sul palco con i Metallica non faceva altro che sputare sui glamster losangelini. Ma vengono tutti dagli anni Ottanta, e si vede. Ma lasciando il campo della musica, ancora più vicino all'idea di spettacolarizzazione ci sono i film d'azione in genere con massacro finale, cosa che era stata ripresa persino in un fim di fantascienza pura come Aliens scontro finale del '86, c'è la questione dell'eroe fornito di armi micidiali e soprattutto di muscoli – cosa che tra l'altro non corrisponde alla verità, perché i tipi delle Forze Speciali di solito sono atletici ma non muscolosi – i nomi li conoscete. Questa voglia di immagine entrò in tutti i settori della società, e forse viene proprio da lì l'idea, spesso respinta e non capita, di comunicare attraverso l'immagine, la propria immagine. E visto che un'altra cifra, come abbiamo già visto, di quegli anni era l'esagerazione, ecco che si vede diffondersi il body building proprio in quegli anni, e ben presto anche gente comune cominciò ad andare a pomparsi ipertroficamente in palestra – e con gente comune intendo uomini e donne. E questa tematica ottantiana, che a ben vedere, ha in comune con l'heavy metal e con un suo stretto parente, il wrestling, di essere tutt'ora presente ma ben lontano dall'essere mainstream, un concetto che meriterebbe un post a sè, mi offre il destro per partire con un discorso che secondo me è molto interessante, e se vogliamo anche un po' inquietante, che vedremo la prossima volta...
to be continued...
Salve a tutti, vi siete ripresi dall'ultimo concerto? Io ancora no, ma spero comunque di riuscire a orchestrare un discorso coerente, soprattutto perché stavolta non voglio parlare di musica, visto che è il mio primo intervento qui su Hoodlum's Rock'n Investigation, ma fare una introduzione generale sugli anni Ottanta, per temi, magari in maniera anche un po' disordinata, partendo dal presupposto che se gli anni Settanta sono stati anni di intenso impegno politico e intellettuale, scanditi dal ritmo di musiche che, seppur generalmente meno tecniche e a mio parere meno affascinanti erano comunque più corrosive e urticanti, gli anni Ottanta sono stati caratterizzati dalla ricerca esasperata dell’esteriorità, dell'epicismo e della grandiosità. Esteriorità, si diceva: come dimenticare ad esempio il fenomeno dell'hair metal, dove spesso contava più il taglio di capelli che non l'assolo di chitarra (ciò non toglie che molti di quei gruppi erano fantastici). Ma in fondo anche il metal tradizionale, nato anche lui negli anni Ottanta, e il di poco più recente thrash coltivavano, nonostante le pretese, soprattutto del secondo, di sobrietà, di una certa volontà di stupire, sia a livello di abbigliamento, tra giubbotti tempestati di borchie, catene, jeans strappati e attillati, sia a livello di scenografie, che a livello di arrangiamenti, con canzoni tecnicamente impegnative e dalle strutture labirintiche e articolate. Non per niente, Mustaine, nel suo libro, lamenta la svolta più sobria e minimale della metà degli anni Novanta, e stiamo parlando di uno che sul palco con i Metallica non faceva altro che sputare sui glamster losangelini. Ma vengono tutti dagli anni Ottanta, e si vede. Ma lasciando il campo della musica, ancora più vicino all'idea di spettacolarizzazione ci sono i film d'azione in genere con massacro finale, cosa che era stata ripresa persino in un fim di fantascienza pura come Aliens scontro finale del '86, c'è la questione dell'eroe fornito di armi micidiali e soprattutto di muscoli – cosa che tra l'altro non corrisponde alla verità, perché i tipi delle Forze Speciali di solito sono atletici ma non muscolosi – i nomi li conoscete. Questa voglia di immagine entrò in tutti i settori della società, e forse viene proprio da lì l'idea, spesso respinta e non capita, di comunicare attraverso l'immagine, la propria immagine. E visto che un'altra cifra, come abbiamo già visto, di quegli anni era l'esagerazione, ecco che si vede diffondersi il body building proprio in quegli anni, e ben presto anche gente comune cominciò ad andare a pomparsi ipertroficamente in palestra – e con gente comune intendo uomini e donne. E questa tematica ottantiana, che a ben vedere, ha in comune con l'heavy metal e con un suo stretto parente, il wrestling, di essere tutt'ora presente ma ben lontano dall'essere mainstream, un concetto che meriterebbe un post a sè, mi offre il destro per partire con un discorso che secondo me è molto interessante, e se vogliamo anche un po' inquietante, che vedremo la prossima volta...
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