Ci sono un sacco di produzioni artistiche che
possono, più o meno a ragione, fregiarsi dell’aggettivo "epico". Per
quanto riguarda i film, ci sono persino delle singole scene, estrapolate dal
contesto originale e messe su Youtube, che fruite in questo modo
sintetizzano l’apice di epicità del film.
Quindi, tra poemi epici, film epici, racconti
epici e epic metal (nonché l’ultima trovata per bimbiminkia epic win ed epic
fail) si evince che l’epico è un colore, per dir così, della creatività
umana.
Ma esattamente, cosa significa la parola epico?
Innanzitutto, credo valga la pena segnalare una piccola ovvietà: in italiano non è facile trovare un sostantivo per indicare che un certo libro o una certa canzone è epico: epica infatti è il genere di poesia, quindi la sfumatura semantica è differente, ma non esiste la parola "epicismo" (anche se viene usato, si tratta in realtà di un termine della lingua spagnola), mentre epicità, anche se si userà proprio tale termine, la si ritrova solo su un dizionario online.
Innanzitutto, credo valga la pena segnalare una piccola ovvietà: in italiano non è facile trovare un sostantivo per indicare che un certo libro o una certa canzone è epico: epica infatti è il genere di poesia, quindi la sfumatura semantica è differente, ma non esiste la parola "epicismo" (anche se viene usato, si tratta in realtà di un termine della lingua spagnola), mentre epicità, anche se si userà proprio tale termine, la si ritrova solo su un dizionario online.
Secondo il vocabolario Treccani, l’epico - notare infatti che
“pertinente alla narrazione poetica di gesta eroiche” e, “per estensione, di
fatti eroici, che possono divenire oggetto di poemi epici”. Secondo il Sabatini
Coletti, “epico […] è ciò “che si riferisce alla poesia epica” e “che ha
qualcosa di leggendario rispetto alle ordinarie capacità umane”. Secondo
l’Hoepli ciò “che si riferisce alla narrazione poetica di gesta eroiche” ma
anche “glorioso” e, figurativamente “magnifico, grandioso”, dove poi
magnifico significa ciò “che suscita ammirazione per la sua grandiosità, per la
sua sontuosità”, per estensione “glorioso, illustre” e, per iperbole,
“splendido, meraviglioso”. Gli esempi riportati, però, non sempre possono poi
essere cambiati sostituendo “magnifico” con “epico” senza snaturare il
significato dell’espressione o più semplicemente annullandone la portata semantica,
ma questo fa parte delle normali regole dell’utilizzo delle parole, ognuna
delle quali porta un valore semantico a sé, anche quando si parla di sinonimi.
Tuttavia, direi che il punto cruciale è stato in
parte evidenziato dall’Hoepli quando parla di “qualcosa di leggendario rispetto
alle ordinarie capacità umane”. Infatti, secondo un’altra fonte[1], alla voce Significato
e funzione dell'epica viene detto:
La poesia epica (dal
greco épos, racconto) nasce e trova motivo di sviluppo nell'esigenza, che è di tutti
i popoli, di conservare nel tempo la memoria delle proprie vicende e
trasformarle in un patrimonio comune. Essa è innanzitutto la narrazione degli
eventi nei quali un popolo riconosce le sue radici, ma diviene anche lo
strumento con cui celebrare il sentimento di appartenenza al proprio gruppo.
Non è un genere letterario esclusivo della civiltà greca, ma è presente nel
patrimonio storico e culturale di molti popoli. Dall'antico poema mesopotamico
che ha come protagonista l'eroe Gilgamesh, alla sterminata narrazione indiana
del Mahabharata, alle grandi saghe appartenenti alle popolazioni germaniche,
fino alla Gerusalemme liberata di Tasso o al Kalevala ottocentesco dello
svedese Lönnrot, appare evidente come un unico filo leghi ciascun popolo ai
miti delle proprie origini e come il bisogno di riconoscersi in una comune
identità generi poesia.
Più o meno la stessa cosa
viene detta qui[2]:
EPICA In letteratura il
termine epica identifica una composizione in versi ampia e articolata che narra
le gesta di uomini eccezionali definiti eroi. Il termine deriva dal greco épos
che significa `parola' e anche `verso'. Infatti è parola perché narrazione, ma
anche verso perché le storie sono strutturate secondo uno schema metrico-
ritmico che è quello dell'esametro. Il canto epico era prodotto da
poeti-cantori specialisti, gli aedi; essi cantavano, accompagnandosi con la
cetra, storie che la tradizione aveva loro consegnato. I protagonisti dei
racconti erano guerrieri dotati di forza straordinaria e di coraggio eccezionale
che regolavano il loro comportamento sulla base dell'onore. Il termine eroe è
mutuato dall'épos greco, nel quale héros significa `guerriero', `nobile'.
Accanto agli eroi nei poemi epici hanno un ruolo a volte notevole gli dei, che
interagiscono con i mortali nel determinare le vicende della storia. Il poema
epico è ambientato in un'epoca remota e spesso prende l'avvio da un fatto
storico che viene però enfatizzato. Sono molti i popoli della terra che hanno
creato canti che celebrano le gesta dei loro eroi: i popoli mesopotamici,
quelli dell'India e i Greci (Illiade e Odissea). Secoli più tardi, in epoca
feudale, la cultura occidentale si è arricchita di un'epica sassone, carolingia
(Chanson de Roland), spagnola (Cantar de mio Cid), germanica (Nibelunghi) e finnica;
fino all'epoca popolare serbo-croata. L'epica delle origini è un prodotto
collettivo della cultura orale: è stata inizialmente poesia elaborata e
tramandata oralmente, destinata all'esecuzione solo in pubblico; solo in un
secondo momento è stata affidata alla forma scritta. Più tardi altri poemi sono
nati in forma scritta, sono stati composti da un autore determinato e destinati
alla lettura: è quella che viene detta `epica d'arte'. Illiade, Odissea, Eneide
costituiscono i capolavori dell'epica classica, cioè quella appartenente al
mondo greco-latino.
Tirando le somme, si potrebbe quindi dire che
tutto ciò che è epico è ciò che, in qualche modo, trascende il normale
comportamento umano, tutto ciò, cioè, che è legato all’ordinario, quotidiano
tran tran. Con un certo stiramento, si potrebbe persino dire che epico è
tutto ciò che è sublime nell’accezione kantiana del termine, non però nella
natura ma nella condotta delle persone. E se certe scene del Signore degli
Anelli o di Avatar sono epiche perché il comportamento dei protagonisti è tale
da situarli al di là del nostro vicino di casa, effettivamente si capisce
perché si possono definire epiche le canzoni dei Running Wild o dei Manowar:
non tanto per il loro contenuto testuale, ma perché le ritmiche serrate, le
linee vocali taglienti e le strutture articolate delle canzoni vanno oltre il
normale pezzo pop. Eppure, è anche vero che qui c’è un piccolo mistero: se è
vero che gli intervalli melodici – ad esempio, le scale basate sul C#m dei
Running Wild – permettono loro di esprimere delle atmosfere che sono,
intuitivamente e indubbiamente, epiche, è altrettanto vero che in fondo gli
accordi sono delle convenzioni, anche se le scale non lo sono; ma non è detto
che lavorando su una scala eolica di Do minore si ottenga sempre un qualcosa di
epico, quindi una certa ineffabilità – che forse è soltanto il talento dei
musicisti in questione – c’è. Tuttavia, abbiamo definito, se non la fonte
dell’epicità, quanto meno la sua essenza.
Ma è proprio vero? Da quanto detto fino a qui, il
sinonimo più vicino al termine epico è: eroico (pur con tutte le precauzioni nell'identificare epicità con eroismo). E allora vediamo che cosa
significhi esattamente questo termine, fermandoci questa volta a una
definizione, tratta dal Sabatini Coletti: “nel mito classico, semidio o uomo
dotato di virtù eccezionali e autore di gesta leggendarie”, e “chi dà prova di
grande coraggio militare o civile”.
E fin qui ci siamo. Eroe è colui che trascende,
per il proprio coraggio, il normale comportamento umano, siamo sempre lì. E
quindi resterebbe da analizzare le varie istanze in cui qualcuno può mostrarsi
coraggioso oltre i limiti del quotidiano – e dove questo confina con
l’incoscienza.
[...]
[...]
[2] http://doc.studenti.it/appunti/lettere/cosa-e-epica.html
Nessun commento:
Posta un commento